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Tutto sulla Piadina

Piadina, incredibilmente ancora non tutti la conoscono, ma grazie a noi vi sveleremo origini e come viene consumata la piadina romagnola.

La piadina è oramai un prodotto diffuso in tutto il mondo e consacrato come una specialità in grado di evocare il sapore delle cose antiche. La semplicità della sua ricetta e lavorazione ne hanno fatto un emblema della Romagna, terra in cui se ne è fatto (e se ne fa ancora) un maggiore consumo, ma la nascita della piadina affonda le radici in tempi antichissimi. Le origini della piadina, infatti, risalgono addirittura al 1200 a.c., quando già gli Etruschi la preparavano sotto forma di pane azzimo cotto: sono stati loro a tramandarla ai Romani che, dopo la dominazione sull’Etruria, oltre che consumata dai contadini perché economica, fu introdotta anche negli ambienti più raffinati dell’antica Roma.

La piadina continua ad essere di largo utilizzo fino al medioevo quando, proprio a causa delle tasse sul pane e delle quote sul grano che i poveri versavano ai signorotti, il pane era poco consumato e così la piadina ebbe il sopravvento, in quanto poteva essere preparata anche con farina di altri cereali che non subivano la tassazione. Anche se cadde un po’ in declino durante il periodo del Rinascimento la piadina rimase sempre il cibo principale dei contadini che dovevano accontentarsi dei prodotti della terra perché versavano in ristrettezze economiche.

Nei periodi successivi e fino ai giorni nostri, la piadina è stata consumata in ogni città della Romagna e, anche se per qualche breve periodo è stata accantonata, non è stata dimenticata, anzi si è inserita nella cucina tradizionale romagnola fra i prodotti gastronomici tipici acquistando fama non solo nazionale, ma internazionale.

Piadina Romagnola

La Piadina Romagnola è stata insignita il 4 novembre del 2014 della certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) dalla Commissione Europea, ottenuta dopo oltre dieci anni di battaglie del Consorzio di tutela e promozione della piadina romagnola, e che ha incluso anche la dicitura “piada romagnola” anche nella variante “alla Riminese“, differente solamente per dimensioni e spessore. Attualmente la piadina incontra il gusto di buona parte delle persone per il suo sapore autentico, frutto del dosaggio e della lavorazione di ingredienti semplici e genuini: farina di grano tenero; acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); sale (pari o inferiore a 25 grammi); strutto, o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi. La lavorazione di questo impasto è frutto non di una regola specifica, ma delle mani di chi prepara la Piadina romagnola. Infatti, dopo aver impastato gli ingredienti e aver formato delle palline, il passo successivo è la stesura della sfoglia, e poi la cottura su piastre di metallo oppure su lastre di pietra refrattaria.

Come si consuma la piadina

La piadina si consuma calda o fredda, è disponibile oggi in commercio in confezioni già pronte che ne attestano l’originalità e, rispetto all’antichità in cui era maggiormente utilizzata come sostituto del pane e qualche volta condita a piacere, oggi viene condita con gusto e sapori ogni volta nuovi e originali. Molto spesso viene piegata a metà e farcita con pezzi di salsiccia e cipolla, con affettati vari, con rucola e fontina, con verdure gratinate e altri condimenti salati.

Molto gustose sono anche le versioni dolci della piadina romagnola, che viene spesso farcita con nutella, miele, confetture e anche crema gianduia. In qualsiasi versione viene proposta, la piadina è buonissima e veloce da preparare in qualunque momento della giornata. Molto apprezzata dai buongustai, è protagonista di numerose iniziative che hanno luogo in Italia e in tutto il mondo, con dimostrazioni che sono sbarcate anche a Berlino, Parigi, Londra, Madrid. E’ stata anche presente a Expo 2015 insieme alla Regione Emilia Romagna con degustazioni, laboratori, workshop con la stampa estera, incontri e tanto altro. La piadina romagnola è un vero business, e tutti ce la invidiano!

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